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Il quattro febbraio di ogni anno si festeggia a Forlì la Madonna del Fuoco, la Santa Patrona della città alla quale è dedicato un pane dolce, semplice, genuino e dal sapore antico, fatto con pochi ingredienti poveri.

Si racconta che secoli fa, durante una carestia, venissero venduti gli ex-voto donati dai credenti che avevano ottenuto una grazia dalla Madonna del Fuoco e che con il ricavato si comprassero gli ingredienti necessari per produrre un pane dolce destinato ai bisognosi affinché potessero superare il periodo di carestia. Fu così che nacque questa ricetta, che nel tempo è diventata uno dei simboli della festa patronale.

La caratteristica di questo pane dolce, oltre che un impasto semplice, è l’uso dei semi di anice che conferiscono un gusto prelibato ed un aroma delizioso.

Oggi i panettieri hanno aggiornato la ricetta, arricchendola con gocce di cioccolato o con crema pasticciera. Ma io ho preferito attenermi alla ricetta originale, che prevedeva semplici ingredienti come la farina, l’acqua, l’olio, i semi di anice.

Ingredienti

350 gr di farina 0
140 gr di lievito madre o 7 gr di lievito di birra
1 uovo intero
50 gr di zucchero
50 gr di olio o burro
100 ml di acqua o latte
12 gr di semi di anice

Procedimento

Unire alla farina lo zucchero, il burro, l’uovo, il lievito madre e il latte in quantitativo necessario ad ottenere un impasto liscio ed elastico.

Lasciare lievitare per 6-8 ore (o per tutta la notte).  Stendere l’impasto e dividerlo in una dozzina di palline. Spianare ogni pallina, spennellare con il latte e spolverizzare al centro con zucchero semolato (vedi foto).

Lasciare poi lievitare le palline fino al raddoppio del loro volume.

Cuocere in forno a 180°, fino ad una bella doratura.

A presto! Ines.

 

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