Crostata d’autunno

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E’ da poco tempo che vi ho mostrato il mio giardino nei colori pieni dell’estate. Ed ora che l’autunno è arrivato da oltre un mese, non si può non rimanere stupiti come la natura riesca ancora a vestirsi di tanti colori, forse meno brillanti, ma più caldi, in un quadro di matura bellezza che cambia ad ogni stagione.

Così è bello portare a tavola i profumi ed i sapori che la natura ci propone con i suoi frutti nei diversi periodi dell’anno.

Da sempre ho avuto passione per il corbezzolo, un albero che nello stesso tempo si riempie fittamente di grappoli di fiori e di colorati frutti rossi e aranciati che contrastano con l’intenso verde delle sue foglie.

Quest’anno, anche se la pianta del mio giardino è ancora giovane, ha prodotto tantissimo e così ho pensato di preparare un dolce con questi dolci frutti autunnali, che ben si prestano ad essere trasformati in marmellata od in un’ottima passata di frutta, ideale per farcire una Crostata d’autunno. Ecco la mia ricetta.

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Ingredienti per il guscio della crostata

70 gr di farina 00 più 70 gr di farina di castagne
60 gr di nocciole
30 ml di latte di mandorla
2 gr di lievito
2 cucchiai di zucchero di canna
1 cucchiaio di olio evo

Procedimento per il guscio della crostata

Lavorare insieme la farina, le nocciole tritate finemente, lo zucchero di canna, l’olio extravergine di oliva, il latte ed il lievito che avrete precedentemente sciolto in poca acqua.

Impastare per circa dieci minuti e fare riposare per mezz’ora. Poi riprendere l’impasto, aggiungere un pizzico di sale e lasciare lievitare per 8-10 ore (dalla sera al mattino).

Stendere la pasta a formare una crostata e decorare a piacimento. Io l’ho farcita con la passata di corbezzolo di cui qui di seguito vi spiego la preparazione. Sopra al disco di copertura della crostata ho creato due grappoli d’uva: in uno gli acini sono costituiti dai corbezzoli, nell’altro invece sono delle aperture rotonde che lasciano intravedere la passata della farcitura. Cuocere a 170° fino a coltura.

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Ingredienti per la confettura di corbezzoli

800 gr di corbezzoli molto maturi
200 gr di zucchero di canna

Procedimento per la passata

Per la cottura ho utilizzato la pentola a pressione per il tempo necessario a cuocere e ridurre in poltiglia i frutti, all’incirca un quarto d’ora.

Ho lasciato raffreddare e passato al setaccio la passata; questa è una operazione indispensabile in quanto i frutti contengono semi finissimi che non devono rimanere nella marmellata, che appunto ho utilizzato per la farcitura della crostata (vedi foto).

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A presto! Ines

 

 

Pane al topinambur

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Scendendo in giardino e guardando intorno i colori che ora ravvivano la natura, mi emoziono per la loro bellezza e la loro vivacità. Le sfumature del sole, di un giallo più maturo, annunciano che la luce del giorno si spegne prima, ad annunciare giorni più corti.

Ecco che allora non ho esitato a tirar fuori un caldo plaid di lana (rigorosamente fatto a mano da me) ed ho acceso il forno per cuocere un nuovo pane … con i topinambur!

Bellissimi i suoi fiori, di un giallo splendente; speciale il sapore del suo tubero che conferisce al mio pane un gusto che ricorda il carciofo.

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Ingredienti

300 gr di farina integrale o farina 0
150 gr di topinambur
100 ml di acqua
100 gr di lievito madre o 5 gr di lievito di birra
1 cucchiaino di malto o miele
15 gr di olio evo
5 gr di sale

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Procedimento

Fare la fontana con la farina e mettere al centro l’acqua e il lievito, il malto, l’olio, il sale e per ultimo i topinambur precedentemente lessati e privati della buccia (vedi foto).

Lavorare l’impasto per circa dieci minuti e lasciare lievitare fino al raddoppio.

Trascorso il tempo necessario per una buona lievitazione (da 1 a 3 ore) formare a piacere il pane; io ho scelto il carciofino (a Bologna è una delle forme tipiche del pane casereccio).

Lasciare lievitare ancora per circa 40 minuti e cuocere a 200 gradi, fino a quando non avrà raggiunto una bella doratura.

Per dare un tocco di sapore in più ho aggiunto, dopo la prima lievitazione, delle nocciole tritate sopra al pane; ma questo è a proprio gusto.

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A presto! Ines

Fichi in crosta

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Dopo un’estate lunga e calda, le giornate continuano ad essere piacevolmente teporose e l’idea di stare in giardino a prendersi cura delle piante mi alletta tantissimo.

Vi ricordate la mia Cheesecake ai fichi che ho pubblicato esattamente due anni fa? Allora il mio fico era stato piantato da poco e non produceva ancora, ma quest’anno – ormai ramificato e ben cresciuto – ha fruttificato bene. Così, uccellini voraci permettendo, sono riuscita a raccogliere più volte dei bei fichi dalla buccia verde e polpa rossa ed a gustare la loro prelibatezza.

Oggi ho pensato di portarli in tavola con una dolce crosta intorno insaporita da nocciole e caffè, cosicché non appena usciti dal forno e tagliati a metà rilasciano quel buonissimo caramello che quasi quasi assomiglia al miele.

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Ingredienti

  • una dozzina di fichi maturi
  • e per la pasta dolce:
    70 gr di farina 00
    2 cucchiaini di zucchero semolato (o 1 cucchiaio di miele)
    30 gr di nocciole sgusciate tritate
    1 cucchiaino di caffe macinato
    1 cucchiaio di olio e.v.o.
    30 ml di latte di mandorla (o altro latte)
    1 gr di lievito di birra

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Procedimento

Sgusciare le nocciole e tritarle finemente in un mixer con un cucchiaino di zucchero. In una ciotola lavorare insieme alle nocciole tritate prima con lo zucchero, la farina setacciata, un altro cucchiaino di zucchero, un cucchiaino di caffè macinato, l’olio e.v.o., il latte di mandorla ed infine il lievito che avrete sciolto in precedenza nel latte stesso.

Impastare e lasciare riposare fino a che il volume non raddoppi.

Su un tagliere infarinato stendere la pasta in uno strato sottile e tagliare con una rotella per ricavare dei quadrati di grandezza sufficiente a formare l’involucro esterno di ogni fico.

Una volta che avrete foderato ogni frutto con la pasta (come nella foto), tagliatene via le parti in eccesso.Con una pinzetta pizzicateli in senso longitudinale, al fine di ricreare le nervature e le increspature tipiche del fico.

Mettete i fichi in una teglia rivestita con carta forno e cuocete a 170° C. per circa venti minuti. Sfornate e lasciate raffreddare prima di servire.

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A presto! Ines

Pizza al fuoco

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Vacanze … Mare, montagna, tanto sole e voglia di stare all’aperto!

E’ questo anche il momento di ritrovarsi con gli amici e fare delle belle grigliate. E per me che amo impastare, quale occasione migliore per mettere sul braciere la mia Pizza … al fuoco.

La ricetta è molto semplice, ognuno di noi ha la propria collaudata. Per conto mio ricordo quella della “Pizza fagotto”, della “Pizza Stromboli”, della “Torta radicchio e gamberi“, ma quello che la differenzia dalla versione tradizionale cotta nel forno a legna, è il metodo di cottura.

Questo metodo veniva utilizzato nei boschi in Australia come sistema veloce e pratico di cottura per il pane “rolled bread”. E’ una preparazione divertente, in quanto l’impasto viene arrotolato intorno a stecchi di legno; io ho usato la potatura dei miei olivi, ma possono essere usati altri tipi di legno, purché gli stecchi siano lunghi abbastanza per rimanere a distanza di sicurezza dal calore.

Come è possibile notare dalla foto, ho rivestito con stagnola la parte dello stecco a contatto con l’impasto.

Il sapore che deriva da questo tipo di cottura al fuoco, ricorda la gustosità delle grigliate all’aria aperta combinata con il gusto della pizza cotta nel forno a legna.

Buon Ferragosto a tutti!

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Ingredienti per l’impasto

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Procedimento

Stendere l’impasto in due rettangoli (le dimensioni dipendono dalla quantità che vorrete fare); farcire a piacere con verdure, salumi, formaggi, come si preferisce. Io ho scelto pochi e semplici ingredienti: pomodorini, formaggio grana e basilico, per rimanere nel gusto della pizza tradizionale.

Appoggiare sopra al primo rettangolo così farcito, il secondo e quindi oliare la superficie. Fare pressione con i polpastrelli sulla superficie.

Dal rettangolo farcito tagliare delle strisce ed arrotolarle intorno agli stecchi rivestiti di stagnola (vedi foto). A questo punto tutto è pronto per la cottura: la pizza è cotta quando ha raggiunto un bel colore dorato (vedi foto).

Nota: chi non avesse la possibilità di usare un braciere all’esterno, può sempre utilizzare il grill del forno tradizionale, sostituendo gli stecchi di legno con quelli di metallo.

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 A presto! Ines

Cestini di frolla

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Evviva l’Estate!

E’ arrivata da qualche giorno e già si è fatta strada con belle giornate assolate piene di calore.

Così io ne approfitto per fare la mia prima raccolta di ribes e lamponi nel mio giardino: che soddisfazione!

Con questi frutti ho preparato dei piccoli Cestini di pasta frolla, adatti a contenere un lampone e tanti ribes.

Io li ho lasciati così, al naturale senza altre aggiunte, ma volendo si possono anche farcire con crema o marmellata.

Per la ricetta della frolla – come al solito Ingredienti e Procedimento – vi rimando ad un altro mio post: cliccate qui.

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Ma visto che ci sono, facciamo un giro in giardino, la mia isola verde!

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Eccoci, ribes e lamponi per la prossima raccolta!

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Inizio con questa meraviglia, il fiore della Budleja, l’albero delle farfalle.

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Poi ecco la lavanda ed i fiori che preferisco, il cotoneaster, le margherite, le roselline bianche.

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Il tronco ora ben piantato del mio olivo che è già pieno di fiori

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Ed infine la casetta degli attrezzi

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Un abbraccio e a presto! Ines