Pane alla zucca con i semi

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“L’autunno è arrivato,
tutto quanto ha pitturato:
piante, foglie, frutti e fiori
di bellissimi colori.

Così inizia una filastrocca per bambini dal nome Autunno pittore, che ci ricorda come questa stagione colori – con sfumature calde e mature –  i paesaggi, i frutti della terra e la nostra tavola di tutti i giorni: un periodo dell’anno ricco di armonia e di poesia.

Da poco ho fatto scorta di zucche, di quelle chiamate “violino”, dalla forma allungata con una strozzatura al centro che ci ricorda appunto lo strumento musicale; hanno una polpa di colore arancio intenso, compatta, dolce e soda.

Il procedimento è veramente semplice…. togliere i semi, infornare la zucca ed impastare la dolcissima polpa così ottenuta al mio impasto del pane: vi garantisco un risultato profumato, buono e – perché no – che ci dà la possibilità di esprimere il nostro estro artistico!

Ed ecco allora, ricordando come da piccola in questa stagione rimanevo con il mio cagnolino a guardare per ore le foglie che mosse dal vento si staccavano dai rami e che come farfalle lentamente volteggiavano verso terra, così ho decorato il mio coloratissimo Pane alla zucca!

Gli ingredienti ed il procedimento sono simili a quelli usati per il Pane alla zucca con i semi, un mio precedente post, e li ripropongo qui con leggere varianti… oltre che con la decorazione!

Ingredienti

Per il lievitino
50 gr di farina W320
25 ml di acqua
1 gr di lievito di birra
Impastare gli ingredienti e lasciare lievitare per 12-18 ore.

Per l’impasto
300 gr di farina W260
300 gr di polpa di zucca cotta al forno
8 gr di lievito di birra
20 gr di olio Evo
10 gr di sale
Semi vari per guarnire (zucca, lino, sesamo)

Procedimento

Pulire la zucca, tagliarla a fette ed infornare a 180° per circa 35 minuti. A cottura ultimata schiacciare la polpa e lasciare raffreddare.

A questo punto impastare il lievitino con gli altri ingredienti; incorporare la polpa lavorando ancora per qualche minuto. Non ho aggiunto liquidi in quanto la polpa – che è di consistenza cremosa – non necessita aggiunte. Lasciare lievitare l’impasto fino al raddoppio.

Formare una pagnotta e decorare a piacere. Lucidare con dell’uovo sbattuto ed infornare a 200-220° fino a doratura.

A presto! Ines

 

 

 

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Pan tramvai

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Dolcissimo, croccante ed elastico, sempre buono come appena sfornato: così viene definito il Pan tramvai, un tipico dolce della Brianza. Nato negli anni cinquanta, accompagnava tutte le stagioni di chi si spostava in tram nella tratta Milano – Monza.

Così, con tanta poesia, la mia amica Luisa – milanese da generazioni – mi parlava di questo pane che veniva venduto alle fermate dei tram, per essere consumato durante tutto il tragitto, dal centro città fino all’ estrema campagna.

Al tram era imposto il limite di velocità di quindici chilometri all’ora, affinché il suo sferragliare disturbasse il meno possibile gli animali da cortile e nelle stalle. Con il passare degli anni il Pan tramvai ha lasciato il posto al più blasonato Panettone, di preparazione complessa e ricco di gusto, ma è rimasto nella tradizione della zona.

Oggi la sua produzione è regolata da un Disciplinare vero e proprio, che prevede ingredienti ben precisi: acqua, farina, zucchero, uova fresche, burro, uva sultanina, sale, lievito naturale. Per la mia ricetta ho usato il lievito madre, anche sostituibile con lievito di birra con un procedimento analogo a quello usato per il Pane all’uva, un mio precedente post.

Ingredienti per il lievitino

50 gr di farina 0
25 gr di acqua
1 gr di lievito di birra
Impastare gli ingredienti e lasciare lievitare per 8/10 ore a temperatura ambiente.

Ingredienti per l’impasto

400 gr di farina 0
250 gr di acqua
4 gr di sale
4 gr di lievito di birra o 150 gr di lievito madre
40 gr di burro
200 gr di uvetta da ammollare ed asciugare

Procedimento

Impastare a mano tutti gli ingredienti esclusa l’uvetta ed amalgamare con il lievito madre (o il lievitino); suddividere poi l’impasto ottenuto in quattro parti. Spianare ogni porzione di pasta e ricoprire con l’uvetta precedentemente ammollata ed asciugata distribuendola bene, come se doveste fare le lasagne.

Poi dividere ogni porzione a metà e sovrapporre, schiacciare nuovamente e formare una palla (vedi nella foto): a questo punto l’uvetta sarà ben distribuita nell’impasto.

Consiglio: non mettere l’uvetta all’inizio insieme a tutti gli altri ingredienti, né utilizzare l’impastatrice, altrimenti gli acini – molto morbidi in quanto ammollati – si disferebbero nella massa.

Lasciare lievitare per circa due ore. Riprendere l’impasto e formare due filoni a forma di bastone e far riposare fino a quando non arrivi a raddoppio. Cuocere in forno caldo alla temperatura di 220° per alcuni minuti, ma poi abbassare a 190°, lasciando fino a che non sia ben cotto e fragrante.

A presto! Ines

Tortelli alla lastra

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Sono finiti i giorni in cui, tra le luci natalizie accese e tanta atmosfera di festa, ho trascorso un bel po’ del mio tempo in cucina, con gli occhi e le mani sopra al tagliere, per dare alla sfoglia la forma di tagliatelle, tortellini ed i buoni dolci della tradizione.

Avevo abbandonato l’idea di rimettermi subito ai fornelli, ma poi con l’esigenza di dovere mettere a tavola alcuni amici per una cena e ricordandomi di una ricetta che mi aveva colpito per la sua particolarità, ho pensato: beh, i Tortelli alla lastra accontenteranno tutti !!!

E’ una ricetta che nasce nell’Appenino tosco-emiliano, da me assaggiata a Santa Sofia (Forlì) proprio ad una Sagra dedicata a questo tortello.

La preparazione è semplice, pochi ingredienti genuini ben combinati. Io l’ho replicata così, come nella tradizione, ma nessuno vieta che si possa cambiare il ripieno, utilizzando i prodotti stagionali o a chilometro zero, tipo la zucca, i cardi selvatici (carline) o altro.

Ingredienti per la pasta
500 gr di farina 0
2 cucchiai di evo
250 ml acqua tiepida

Ingredienti per il ripieno
500 gr di patate
porro o cipolla
50 gr di pancetta tagliata sottile
50 gr di pecorino grattugiato
sale e pepe

Procedimento
Lessare le patate fino a quando non risulteranno tenere, sbucciarle e schiacciarle con lo schiacciapatate; aggiungere il porro precedentemente saltato con l’olio e la pancetta, il pecorino, sale e pepe: ed il ripieno è fatto!

Preparare poi l’impasto per la sfoglia con la farina disposta a fontana, aggiungere olio e man mano l’acqua fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo. Lasciare riposare per circa un’ora.

Con il matterello stendere una sfoglia sottile di circa 2 millimetri di spessore. In una metà stendere il composto di patate appiattendolo per bene, e quindi ripiegarvi sopra l’altra metà della sfoglia, ottenendo una mezzaluna.

Rifinire i bordi con una rotella; quindi con un righello segnare sulla pasta le dimensioni del tortello che si vuole ottenere e passare la rotella in modo da tagliare quadrati di 8-10 centimetri di lato.

Riscaldare la lastra e cuocere i tortelli, rigirandoli per ogni lato fino ad una bella coloritura.

Appoggiare su di un canovaccio i tortelli cotti, che non faranno così condensa e rimarranno asciutti.

Servirli belli caldi accompagnati da salumi e formaggi del territorio.

A presto! Ines

Pizza sette sfoglie

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Ogni volta che penso alla parola PIZZA, mi viene in mente una pasta lievitata condita in tanti modi diversi. Ma stavolta però la ricetta sarà dolce: una torta rotonda, composta da sette strati di sfoglia sovrapposti e farciti con frutta secca, cioccolato, spezie e marmellata.

E’ un tipico dolce pugliese che viene chiamato anche “pizza sette panni”, in quanto la sfoglia che lo riveste dovrà avere la leggerezza di un panno.

Viene preparato a partire dalla festa di Ognissanti fino alle feste Natalizie … così farcito riempie l’aria di profumi misti e fa venir la voglia di ritrovarsi a gustarlo davanti a un bel camino acceso, con tanti amici con cui fare festa!

Ingredienti per la pasta sfoglia

300 gr di farina 00
70 ml di olio di oliva
100 ml di vino bianco
un pizzico di sale

Ingredienti per il ripieno

70 gr di cioccolato fondente
150 gr di mandorle pelate tritate
30 gr di pinoli
50 gr di uva passa
80 gr di savor o marmellata di ciliegie
80 gr di zucchero
un cucchiaino di cannella macinata

Procedimento

Fare la fontana con la farina, aggiungere l’olio, il vino e se necessario acqua fino ad ottenere una pasta di consistenza soda e liscia. Lasciare riposare circa 40 minuti.

Tritare a scaglie il cioccolato e le mandorle; unire 80 gr di zucchero. Tostare i pinoli, fare rinvenire l’uvetta.

Riprendere la pasta e dividerla in sette parti, tenendo conto che la sfoglia destinata a rivestire la teglia dovrà essere più grande (vedi foto).

Prendere una teglia di 18 cm di diametro e disporvi sul fondo il disco più grande e alternare il ripieno già farcito di mandorle tritate, cioccolato, pinoli, marmellata e uva passa agli altri dischi di pasta sfoglia.

Infine chiudere la parte superiore con la sfoglia debordante e decorarla come più piace. Io ho ritagliato delle stelline e la luna … a me piace sognare!

Infornare alla temperatura di 170 gradi, fino a quando comincerà a colorarsi.

A presto! Ines

Strichetti al prezzemolo

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Dopo le lunghe giornate trascorse al caldo dell’estate, con l’arrivo delle giornate settembrine e delle prime copiose piogge che le accompagnano, oggi incomincio a rimettere in funzione il mio forno.

La frescura ritrovata mi fa venire voglia di una buona zuppa dai profumi autunnali e per completarla quasi quasi faccio gli Strichetti.

A Bologna è così chiamata un tipo di pasta all’uovo che è possibile condire in diversi modi. Però, per abbinarli alla zuppa, io li preparerò con un impasto di pane, per poterli usare come se fossero dei crostini, belli croccanti al punto giusto.

La loro preparazione è molto semplice, richiedendo pochi ingredienti, tra cui il prezzemolo e l’aglio che li rendono profumati e gustosi.

Ingredienti

250 gr di farina 0
100 ml di acqua
25 gr di olio evo
50 gr di lievito madre (oppure 3 gr di lievito di birra)
1 cucchiaino raso di sale
2 gr di zucchero
2 cucchiai di prezzemolo tritato grossolanamente
½ cucchiaino di aglio tritato

Procedimento

Fare la fontana con la farina e mettervi il prezzemolo e l’aglio tritato; aggiungere il lievito madre, l’acqua, l’olio e gli altri ingredienti. Impastare come per fare la sfoglia: l’impasto dovrà risultare un po’ duro.

Fare una palla e lasciarla riposare per 30 minuti, coperta con una ciotola rovesciata.

Trascorso questo tempo dividere l’impasto in due parti e lavorarlo tirando delle sfoglie di circa 3/5 millimetri di spessore (anche usando la macchinetta), cercando di farle il più regolari possibile. Sarà così più facile tagliare da ogni sfoglia dei quadretti di 4 per 4 centimetri di lato.

Prendendo poi tra il pollice ed il medio un quadratino e stringendolo verso il centro si otterrà il tipico strichetto bolognese: infatti il nome strichetto deriva dal dialetto “strichèr”.

Lasciare riposare gli strichetti fino al raddoppio e poi cuocere in forno a 180°, fino a che abbiano raggiunto una bella doratura e la voluta croccantezza.

Io ve li consiglio come crostini per le zuppe, oppure per accompagnare sfiziosità, formaggi e salumi. Oppure ancora provateli così, semplicemente gustati come sono con la loro fragrante croccantezza!

A presto! Ines